Come scoprire nuove tartufaie?

05 novembre, 2011

C'è sempre da imparare...


Buonasera grande Mau,

ormai sono diventato un assiduo lettore del sito, non mi faccio mancare nemmeno una news, dato ke c'è sempre da imparare.

Sono a scriverti perchè sono un neofita, da poco nel mondo dei tartufi, e volevo chiederti dei consigli su come scoprire nuove tartufaie.

Essendo un appassionato fungaiolo conosco molti bosci nei dintorni di dove abito, ma le mie perplessità riguardano il fatto se quei boschi possano essere validi anche per i tartufi.

Nel senso che, oltre alle piante simbionti, quando si entra in un nuovo bosco, cosa ci aiuta a valutare se quello può essere un buon posto per i tartufi o meno?

Se possibile, potresti darmi delle indicazioni di massima su come comportarmi per capire se un posto può essere valido.

Ho scattato anche alcune foto in due di queste zone, però non sò se dalle foto sia possibile per te dare un giudizio, per cui semmai te le allegherò poi.

Per ora ti ringrazio per la disponibilità, e ti rinnovo i miei complimenti per il sito internet!

Ciao Marco!


RISPOSTA

Ciao, come avviene per gli epigei ci vuole occhio, sia per i suoli che per la vegetazione presente in loco.

L'occhio si fa con l'esperienza ma siccome questa ha bisogno di basi teoriche ( e la teoria si basa su la pratica di altri), almeno per iniziare, è conveniente fare un indagine con carte geologiche sulle ere e conformazioni dei suoli che si vogliono andare a perlustare.

Lo stesso vale per la vegetazione degli ambienti.

Inoltre, al contrario degli epigei, gli ipogei non si vedono quindi ci vuole un cane ben addestrato, sarà lui, qualora si troverà nel luogo e momento giusto a darci conferma della validità dell'areale con delle segnalazioni profcumate.

Di fatto però il passaggio di perlustrazione, qualora vi sia terreno e simbionti idonee ad una o più specie di tartufo deve essere ripetuto nel tempo, anche a distanza di diversi anni, solo così possiamo dire, anche se non con certezza piena, che la zona, per mancate segnalazioni del cane, non è produttiva.

Come sempre, usare la testa e poi muovere i piedi! :)

Per farti capire il concetto delle escursioni ripetute ti faccio un esempio, ci sono zone vocate che questo anno non hanno dato un tartufo, negli altri anni quintali, se ci passavi quest' anno, da neofita, non avresti trovato un tuber e avresti dato per scontato che la zona non era buona, invece....

C'è anche da dire che, se non si vuole perdere molto tempo per scovare zone vergini come credo tu ti riferisca con il tuo quesito, basterebbe fare una attività informativa e investigativa per individuare areali già conosciuti e battuti da altri tartufai.

Per finire posso dire che il trovatartufi ha anche la sezioen gps per la condivisione di arali tartufigeni sia per la raccolta che per la perlustrazione e monitoraggio.

Le risultanze dei dati di tale sezione sono utilissimi per effettuare, stando comodamente seduti sulla poltrona, una ricerca di zone potenzialmente vocate.

Di fatto, proprio grazie alle risultanze delle cavate gps, per ogni specie di tartufo, estrapolo con cadenza periodica, le ere geologiche e le conformazioni dei suoli delle aree di raccolta, le esposizioni delle tartufaie, le altitudini, le fasi lunari più proprizie ecc ecc.

Mediante comparazioni con google earth e altri siti di visualizzazione del territorio è possibile individuare e pianificare una uscita con i cani da tartufo in zone in cui le probabilità di trovare tartufi è molto alta.

Di fatto è l'unione dele info che fa la forza, l'isolamento porta poco in tartufi e molto in perdita di tempo e spese per i viaggi a vuoto, nonchè distrazioni per i cani.

Sapere ed avere più luoghi e momenti giusti fa spesso un grande differenza!



A presto, Mau