Cane da tartufo e "taratura" olfattiva

06 luglio, 2012



Ciao Maurì, NOS gps,

scusa se ti ho posto dei questiti sul modulo nos ma avevo scritto di getto e non mi sono reso conto.

Inoltre non era mia intenzione sapere se il nos imput era là, anzi l'ho evitato apposta.

Perchè se magari
era lui, domenica facevamo TANA!!!

Comunque sia, già il fatto che mi hai detto che l'argomento era già stato trattato mi ha rassicurato.


Nel senso che almeno sò che non sono io che mi faccio pip...e mentali, ma si tratta di una problematica vera.

Per coloro che non fanno parte del 3° livello, io mi lamentavo del fatto che su una nuova zona molto produttiva,
il mio bottino non era stato dei migliori.

Ti copio e incollo quello che ti avevo scritto:

"Quello che per me incide moltissimo è il fatto che io non conosco bene la zona, quindi non guido bene il cane che è lasciato un pò a se stesso, facendo un lavoro si di perlustrazione ma meno curato sulle battute.

Altra cosa che ho notato, è che per esempio il cane è abituato ad un terreno diverso, con odore diverso.

Ti dico questo, perchè anche per me la differenza è netta sentendo la terra.

Quindi sente solamente i tartufi abbastanza maturi.

Oggi infatti mi ha scavato diverse buche, e mi prendeva i pezzi di terra senza che ci fosse nulla.

Poi ho visto che con il naso si fermava in un punto e ha tirato dritto.

Sono andato a controllare, il cane è ritornato e c'era un tartufino.

E' come se ogni volta deve associare il profumo del tartufo con la "nuova terra", perchè in realtà è l'unico fattore che cambia.

Ho fatto anche una posta con dell'olio, l'ha sentita ma non l'ha segnalata.

Dopo incitazione l'ha fatto.

E in effetti dopo mi ha trovato la maggior parte dei tartufi.

E' come se deve tarare il naso.

Ma possibile?

Sicuramente alle uscite successive andrà meglio, perchè si abituerà alla nuova zona."

Non so se sono riuscito a farti capire cosa intendo maurì, perchè più di un comportamento vero è proprio del cane
diciamo che è una sfumatura che si legge tra le righe.

Grazie e scusa se ti ho fatto perdere tempo.


RISPOSTA

Ciao, come già detto questo argomento è stato trattato anni or sono, una rispolverata gioverà di certo a tutti, specialmente a chi non ha sfogliato per intero il sito.

Condivido quanto hai scritto in merito alla zona e al probabile nos imput che "forse" hai incontrato.

Tieni però conto che l'imput e tu non avete ancora centrato la parte buona dell'areale, quella più produttiva, non posso darVi idicazioni per rispetto di chi l ha segnalata.

Sta quindi a Voi, visto che l'avete individuata autonomamente, a girare e fare centro, in tal caso il merito sarà totalmente Vostro e nessuno avrà da ridire.

Veniamo al quesito:

Questa tua osservazione nel comportamento del cane dimostra che hai una particolare dote nel saperlo leggere, nonchè di appurare le problematiche e analizzarle.

Io non la chiamerei sfumatura, anche se come hai ben detto, è un atteggiamento comportamentale del cane difficile da percepire.

Chi sa leggere il proprio cane sa benissimo che ciò è tutt'altro che una sfumatura!

Il cane, con l'olfatto disgrega l'aria che inspira e con vari parti e organi olfattivi e del cervello, analizza, discerne, ricorda, associa per poi assumere un comportamento.

Quando un cane viene portato in nuovi territori, specialmente se con habitat molto diversi ( vegetazione, suoli, odori) si dice in gergo che deve " FARE IL NASO", prima che possa iniziare a lavorare per bene.

In alcune zone di Pico, ti parlo di esperienza personale, ubicate in altre regioni i cani impiegavano anche due ore prima di "fare il naso" per il nuovo ambiente.

C'è da mettere in conto una problematica di territorialità, specialmente per i cani maschi, che per loro natura tendono ad annusare, analizzare umori lasciati da altri cani.

Oltre a ciò i suoli possono essere diversi, così come le traccie di selvatico, ad esempio se vai a tartufi in toscana spesso si incontrano caprioli, i cani di quelle aree sono oramai abituati a tali tracce, mentre i nostri sicuramente reagiranno diversamente perchè per loro è un odore del tutto nuovo.

L'esempio appena citato, pratico e palese, lo devi poi macroscopicamente riportare a tutto ciò che il cane percepisce come "diverso" o addiritura "nuovo" olfattivamente, senza parlare poi di odori che possono risvegliare nel cane istinti atavici, come quelli venatori.

Così per le peculiarità del terreno, per la fauna e la flora, di conseguenza se ci sono suoli e simbionti diversi dagli usuali, anche gli stessi tartufi possono emettere particelle odorose diverse.

Vedi la cosa sempre nell'ottica o per meglio dire con l'olfatto del cane.

Ad esempio per noi umani i pico di tiglio sono i migliori perchè hanno una profumazione al nostro olfatto nettamente diversa ( gradevole) da altri pico trovati sotto ad altre simbionti.

Si posso fare altri molteplici esempi, ad esempio i tartufi neri umbri, parlo dei pregiati trovati in terre rosse, ricche di ferro, sono più profumati degli altri.

Idem per gli estivi, i bianchetti di montagna e del litorale.

I scorzoni di sabbia ad esempio sono meno profumati di quelli che si trovano in terreni con scheletro in collina.

Lo stesso vale per le piante arbustive, la vegetazioe erbacea, gli insetti e tutti gli altri animali autoctoni.

E' pertanto normale che un cane, portato in una zona a lui sconosciuta, anche se poco distante da quelle solitamente battute, può:

Sentire umori di suoi simili "nuovi" e analizzarli per sapere sesso, malattie, momento di transito, gerarchia. questi possono rimarcare se sono dominanti ( per "fare suo" il territorio) oppure seguire le tracce se percepisce possibilità di accoppiamento ( cagna in calore), di fatto la procreazione per la moltiplicazione della specie prevale su tutto per legge di natura, il richiamo dell "patata" ;) supera di gran lunga quella del tuber :) e.... del suo CAPO BRANCO.

Oltre a ciò il cane deve "TARARE" il suo naso per i nuovi odori percepiti, per poi andare alla ricerca delle componenti odorose proprie del tartufo, che tra l'altro sono leggermente diverse da quelle che solitamente intercetta nelle zone che di solito batte con il suo capo.

Insomma, per farti capire.....sarebbe a dire....ad esempio che lui è abituato a trovare olfattivamente dei punti bianchi su una lavagna nera ( particelle ben conosciute su un determinato, conosciuto e analizzato fondo) e poi si pretenda che faccia lo stesso identico lavoro di segnalazione su particelle odorose del tartufo olfattivamente diverse, su un fondo ( odore di fondo) che non è lo stesso.

Sarebbe a dire come se io ti faccio fare cento volte lo stesso puzzle, tu di certo con il tempo e le ripetizioni lo farai in tempi sempre minori e con più precisione ma.....se ti cambio il puzzle??

In pratica al cane si cambia il fondo ( lavagna) nonchè le particelle da intercettare ( punti bianchi)

Tu il puzzle riuscirai comunque a farlo ma prima devi capire le variazioni d'immagine ( olfattive per il cane) per poter procedere al meglio.

E' logico che i cani di tartufai che vanno sempre in trasferta hanno memorizzato varie gamme odorose, quindi rispetto a cani "stanziali" hanno maggiore versatilità nella "TARATURA", SIA PER ESPERIENZA FATTA SIA PER MEMORIA OLFATTIVA. ( + stimoli )

C'e anche un' altra sfumatura che riguarda la "taratura" questa interessa la variazione di odori di fondo non naturali ma meccanici, ciòè provocati, sia dall'uomo che dal cane.

Conoscere e applicarsi per ridurre questa problematica può portare a risultati ben diversi in tartufi segnalati.

Evito di parlarne ora, continua ad osservare il cane, specialmente quando è sulla cava, sono certo che riuscirai a percepire e risolvere questa problematica che può fare la differenza.

Preciso che stiamo parlando di "taratura" e non di livello di soglia olfattiva.

A te la palla, o meglio la lettura del tuo cane! :)

A presto, Mau

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