Tosse e Tracheobronchite infettiva

07 luglio, 2012



Ciao Mau, ho letto la mail dell'amico " NOS AB2110" che rappresentava il problema di tosse insistente ed improvvisa del suo cane.
Non ha precisato il tipo di avvelenamento ma, dagli elementi che evidenziava, verosimilmente doveva trattarsi di avvelenamento con dicumaranici (anticoagulanti rodenticidi - classico veleno per topi formata da pastigliette colorate): proprio questo veleno porta, in modo caratteristico, la grave difficoltà alla coagulazione del sangue con possibilità di notevoli versamenti di sangue nelle "cavità preformate" come possono essere i bronchi e, più ampiamente i polmoni. Questi veleni hanno forte potere di accumulo con possibilità di rimanifestarsi anche quando il cane sembra essere guarito, rimanendo sempre potenzialmente efficaci nel loro effetto, depositandosi in importanti quantità nel fegato.
Ho voluto dare questa considerazione per collegarmi a quanto detto dall'amico: dopo due settimane, nonostante una buona terapia e l'apparente scomparsa dei sintomi, sarebbe stato decisamente meglio lasciare il cane a riposo (almeno altre due settimane..... almeno un mese totale!). Personalmente ritengo che, dopo un avvelenamento da dicumarinici, anche se c'è una normalizzazione del "profilo coagulativo" ossia di quelle analisi del sangue che evidenziano un ritorno ai parametri di normalità della coagulazione, sarebbe sempre bene evitare ogni minima condizione "traumatica" (la respirazione forzata può essere un fenomeno "traumatico") e continuare la terapia con l'antidoto (per via orale) per almeno un mese, soprattutto se l'avvelenamento è stato importante. Sicuramente l'amico starà seguendo queste indicazioni che il suo Vet gli avrà prescritto ma, sull'uscita a tartufi.... sarei stato più prudente. Ripeto, questo vale per un avvelenamento da "anticoagulanti per topi" (rodenticidi) ma vale anche per altre condizioni di avvelenamento, soprattutto se hanno seriamente interessato le basse vie respiratorie.
Tu dirai.... ma cosa c'entra tutto questo con la "Tracheobronchite infettiva dei cani", patologia per cui mi hai chiesto un'opinione?
Così leggendo... nulla! Ma ho voluto approfittare dell'occasione per dare "una dritta" nella convalescenza dopo un avvelenamento.
Questo mio intervento sarà, in realtà, un po' dissacratore! Non perchè voglia mettere in discussione atteggiamenti, diagnosi.... anzi, per dare maggiori indicazioni diagnostiche ad un semplice sintomo quale può essere la "Tosse".
Quindi, "tosse improvvisa" dopo la convalescenza di un avvelenamento, fa pensare a: recrudescenza dei segni dell'avvelenamento, specialmente se ci sono stati in origine segni respiratori. Ma la tosse comparsa così all'improvviso, in un cane da tartufo (ma anche da caccia) che va in questo periodo nei campi, a bocca aperta, non fa escludere "a priori" una tosse da Corpo Estraneo Vegetale (forasacchi) di cui ho rappresentato qualcosa nell'ultima mail che hai pubblicato. Invito ad andare a rivedere quella possibilità, molto seria ed altrettanto pericolosa!
Fatta questa lunga premessa/riflessione, dirò, quanto in mia esperienza, del caso della "Tracheobronchite infettiva del cane/Tosse dei canili".
E' una patologia, come dice il nome, su base infettiva ossia determinata dall'insulto provocato dalla presenza di uno o più germi (virus e batteri) che, sinergicamente, determinano infiammazione nelle vie respiratorie medio-basse. Solitamente si tratta, infatti, di più agenti patogeni: adenovirus, virus parainfluenzali, herpes virus che da soli potrebbero poco ma, con la presenza di un importante batterio, la Bordetella brochiseptica, possono "scatenare" una serie di fenomeni che "insultano" seriamente le medie vie respiratorie (Trachea, grossi bronchi) e basse vie (bronchi medi e bronchioli). La Bordetella bronchiseptica del cane è l'agente che può intanarsi in ambienti fortemente frequentati da cani, spesso solo di transito, soprattutto canili, pensioni o anche mostre canine. Negli ambulatori veterinari, dove può ugualmente presentarsi, è meno frequente per il continuo utilizzo di sostanze disinfettanti che sicuramente ne impedirebbero o, al massimo, limiterebbero la sua presenza. Può accadere anche quando si trasportano negli stessi veicoli o trasportini più cani, di provenienza diversa, dove qualcuno di questi già presenta segni, anche non gravi, di tale forma infettiva. La trasmissione è rapida ed avviene mediante la "areosolizzazione" delle particelle di espettorato bronchiale, contaminato da questi germi. Quindi contatti anche non direttissimi possono essere favorevoli alla trasmissione del problema.
Una curiosità: la Bordetella bronchiseptica del cane è "cugina stretta" alla Bordetella pertussis, agente etiologico della Pertosse dei bambini. Per chi è genitore/nonno sa benissimo che questa forma di malattia infettiva delle vie respiratorie dei bambini arriva facilmente ma va via con molto tempo e difficoltà. Beh..... l'evoluzione non è tanto diversa nel cane!!!
Prevenzione: è una delle malattie vaccinabili, attraverso un ciclo di trattamento di profilassi (quindi in prevenzione, non quando la malattia già si è manifestata!). Le comuni vaccinazioni che si effettuano ai cani mediante i vaccini "Eptavalenti" (per 7 malattie) contengono anche il virus della Parainfluenza. Non è, invece, presente quello specifico per la Bordetella bronchiseptica che si effettua a parte, dopo aver completato il ciclo di vaccinazioni iniziale e di ripetizione (richiamo). Il vaccino specifico per la Bordetella br. è consigliabile se dovessero poter occorrere le condizioni di contagio tra cani (cani che vanno in competizione su ring - lavoro, bellezza -, cani che vanno in canili, pensioni, etc.). In tali casi è fortemente consigliabile i richiami ripetuti, secondo quanto il proprio veterinario, considerando le contingenti condizioni e possibilità di contagio, riterrà opportuno eseguire.
Terapia: si esegue a malattia acquisita! Trattandosi di miscellanea virus/batterio, si potrà agire esclusivamente contro il batterio (Bordetella bronchiseptica) ma anche contro quegli altri batteri (Staphilococco, Streptococco ed altri "cocci") che si "virulentano" in queste condizioni). Si eseguono terapie Antibiotiche specifiche, per medio-lungo termine, associate a mucolitici ed antinfiammatori.
Questo è quanto si può, in estrema sintesi, riferire sulla "Tracheobronchite infettiva del cane/Tosse dei canili".
Ma, scusami se mi ripeto..... al cane dell'amico NOS AB2110 non disdegnerei una maggior attenzione a recrudescenza dei segni di avvelenamento e soprattutto ad eventuali C.E.V. entrati, sfortunatissimamente, alla ripresa dell'attività di ricerca al tartufo. L'anamnesi di quel giorno (dove è stato, come è comparsa la tosse, presenza possibile di CEV nell'ambiente frequentato, etc.) saranno un ulteriore elemento di discriminazione di diagnosi.
Spero di essere stato chiaro.
Ciao
VETVIN


RISPOSTA

Ciao Vincenzo, come sempre molto eloquente e professionale.

Il nostro bagaglio culturale si arricchisce ad ogni tuo intervento, ad ogni periodo!

L'amico nos avrà di certo modo di leggere e rilevare il da farsi per consigliarsi al meglio con il suo vet affinchè il suo fido venga seguito con attenzione fino al termine della convalescenza o comunque nel tentativo di ridurre al minimo gli effetti dell'avvelenamento di cui è stato oggetto, logicamente previa esclusione di altri eventi che possono essere concausa dei sintomi esternati dal cane.

Come sempre UN GRAZIE DI CUORE!

Mau

Di seguito il motore di ricerca interno per le trovare info sulle zone o altri argomenti: