Individuazione zone tartufigene

19 marzo, 2013





Ciao Maurizio e amici NOS,
tutto bene?

Qui abbastanza, sembra però che l'inverno non finisca mai. Anche ieri sono caduti altri 20cm di neve.

Speriamo facciano bene al pico...

Vi scrivo i quanto mi sono arenato nella ricerca della zona tartufigena della Toscana assegnatami per il 17° livello del sito.

Ho provato infatti a ricercare le riserve di caccia, ma non sono riuscito a trovarne né il nome né l'ubicazione.

Ho individuato solamente il tratto di strada che congiunge i due paesi indicati nella news (troppo poco credo, anche perché non ci voleva un genio...).

Vi chiedo quindi se vi sono altre strategie per la ricerca di zone tartufigene, in particolare tramite l'utilizzo di google earth.

Con esso, ad esempio, si riesco ad individuare i tipi vegetazionali prevalenti? 

Mi scuso per queste domande, ma se devo essere sincero mi sono adoperato poche volte in questi esercizi e, quindi, non sono molto ferrato.

Per concludere, ragiono a voce alta per fornire la mia opinione riguardo alla sezione.  

Infatti, almeno per l'inizio, al fine di acquisire un minimo di dimestichezza, credo sia meglio provare ad individuare zone relativamente vicine alla propria abitazione in modo tale da potere effettuare domande ad amici, altri tartufai, cacciatori, effettuare eventualmente un sopralluogo ecc.

A tal proposito, segnalai una zona di uncinato non lontano dalla mia abitazione nella quale è morto un cane da tartufo alcuni anni fa.

Se riesco, provo ad individuarla, anche perché non ne conosco l'esatta ubicazione.
 
P.S. Relativamente alla zona di pico nel xxxx, confermo in pieno che è buona.

Ho infatti conosciuto un anziano che viene proprio dal paese di xxxxxx che mi ha confermato la validità della zona.

Mi ha perfino fatto vedere la tessera delle riserva indicata nella news.

Quindi, direi che ci siamo, rimane solo da fare il sopralluogo.

E' questo quello che volevo dire quando dicevo di provare con zone più vicine.

In un modo o nell'altro, si riesce a scovarle.

Un saluto

NOS xxxxx

RISPOSTA

Ciao, ok c penso io per la zona toscana tramite l' elaborazione dei dati a mia disposizione e vari sofware di visualizzazione e ricerca.

Bene per la zona di pico, come vedi alla fine con questa metodologia si accorciano i tempi e si risparmia in viaggi.

Questa è l 'evoluzione, grazie alla tecnologia si può fare questo ed altro per individuare potenziali zone tartufigene.

Per me chi dice che non vuole sfruttarla è libero di non farlo, impiegherà di certo del tempo e forse non gli basterà una vita....forse perchè non ha i mezzi e le conoscenze per raggiugere tali obiettivi visto che questi, se erano coerenti, andavano a tartufi ancora con la lampada ad olio e a piedi.

Mau