Nuovo metodo di addestramento, alcune brevi considerazioni

08 aprile, 2013



Di seguito volevo proporre tre riflessioni sull'addestramento di nuova concezione.


Per la cronaca ho smesso l'addestramento a novembre e ho ripreso ad aprile di quest'anno.

1) Sto utilizzando acqua al tartufo scorzone presa lo scorso anno dalla Bottega del Tartufaio.

Si tratta di uno dei primi prodotti, fatto con tartufi poco maturi e che già all'acquisto aveva un lieve odore (almeno al mio olfatto).

L'ho sempre conservato in frigo.


Riaperto non aveva alcun aroma.

L'ho utilizzato lo stesso e il cane sebbene debba stare molto concentrato trova le poste.

L'ho provato sia su terreno asciutto, sia su terreno bagnato dopo abbondanti piogge e il cane ha sempre trovato le poste.

2) Qualche problema l'ho riscontrato con l'aria.

Questo probabilmente è dovuto al prodotto molto diluito (o come in questa caso dal flebile aroma), ma una certa influenza credo l'abbia anche l'odore di plastica che deriva dallo spruzzino.

3) L'anno scorso avevo riscontrato il seguente problema, che anche un altro nos aveva avuto: mi sembrava che il cane, lavorando con aromi sempre più “leggeri”, più che sentire l'aroma, sentisse la terra smossa dal buco della sonda.

Mi ha indotto verso questa osservazione il fatto che il cane segnalasse anche le finte poste, atteggiamento che ha posto in evidenza solo quando sono arrivato ad utilizzare forti diluizioni, con aromi forse al di sotto della sua soglia olfattiva.

La risposta di Maurizio mi è sembrata convincente (ovvero che la sonda utilizzata per fare il buco avesse comunque un flebile aroma che lasciava nel terreno).

Tuttavia ho voluto verificare la cosa a distanza di tempo e debbo dire che il problema persiste.

Se nella zona di addestramento creo una posta vera con l'aroma e poi finte poste fatte con una punta di legno e di plastica dell'analogo diametro della sonda e mai usate con il tartufo il cane le segnala.

Non so se il cane le segnali perché sente la terra smossa oppure il mio odore che posso aver lasciato sugli strumenti o chissà quale altra diavoleria, ma le segnala.

Per tali ragioni non faccio più buchi nel terreno, ma metto il prodotto direttamente sulla superficie del suolo, lavorando non tanto sulla profondità, ma sulla diluizione dell'aroma.

Anche in questo caso se il terreno è asciutto faccio delle finte poste con semplice acqua per evitare ogni “rischio”.

Forse è eccessivo, ma mi sembra di capire dalla mia esperienza che il cane non solo ha un olfatto per noi umani inimmaginabile, ma è anche molto astuto.

Se non risolve il problema in un modo lo risolve in un altro ... se non sente l'aroma, perché sotto la sua soglia olfattiva, cerca altre costanti per trovare la posta, che in realtà scova su tracce che quando si va nel bosco non ci sono più.

Con queste riflessioni, che derivano dalla mia esperienza personale, spero di aver aggiunto ulteriori elementi per una costruttiva discussione su questo nuovo metodo di addestramento.

Un saluto
xxxxx

INTERVENTO DI MAU

Ciao, ho letto attentamente quanto hai scritto e mi complimento con te per le osservazioni e i test pratici, segno di riflessione e quindi di particolare attenzione nell' addestramento del cane, cosa alquanto rara.

Veniamo al dunque....

I miei test, fatti sia su terreno asciutto che su terreno bagnato, dopo la segnalazione di un nos relativamente al fatto che il cane segnalava anche le poste in bianco, fatte con introduzione al suolo della sonda, diedero esito negativo.

All'epoca utilizzai una sonda vergine, cioè mai usata, dedussi quindi che i fori segnalati dal cane del nos erano stati intercettati per la presenza di inquinanti, intesi come residui di olio o acqua nella sonda da lui usata.

Alla luce di queste tue nuove osservazioni e cioè del fatto che hai utilizzato una sonda in legno o plastica esente da tracce odorose che il cane ha associato durante le ripetizioni, è bene soffermarci per ipotizzare, e nel migliori dei casi, se risolviamo l'arcano, risolvere la problematica.

Sto scrivendo a getto...allora...

Avevo già preannunciato il problema che, non avendo il naso del cane, sarebbe stato impossibile percepire il limite di soglia olfattiva, dovuta alle diluizioni di esercitazione.

Mi spiego meglio:

I prodotti aromatizzati, vuoi per diluizione vuoi per trasformazione nel tempo, possono essere in quantità tali da indurre nel cane una associazione di particelle diverse da quelle aromatiche del tartufo.

Ad esempio l'olio base;

Quelle del metallo;

Della plastica del contenutore;

Oppure le tracce lasciate con il nostro cammino prodotte per schiacciamento del terreno e/o della vegetazione, nonchè per il movimento del terreno, anche se per sola compressione per l' inserimento della sonda.

Non dimentichiamoci che il cane, con le ripetizioni, associa molte di queste particelle e le memorizza.

Venendo a mancare o a diminuire quella aromatica del tartufo per i motivi suindicati, di certo il campanello di allarme che lo indurrà nella segnalazione sarà dovuto ad altri indizi olfattivi.

Ridurre al minimo questi indizi è nostro compito anche se poi praticamente non vi riusciremo mai completamente.

Giova però rappresentare che stiamo parlando allenamento in limiti di soglia molto bassi, pur sempre utilissimi per allenare il cane per i nostri scopi profumati.

Di fatto quando andremo in cava naturale e quindi in cerca dal vero tutte le componenti olfattive elencate come estranee alla fonte tartufo il cane non le troverà!

Parlo di residui di olio, o fori da noi fatti, le nostre tracce, ecc ecc.

Qualora questi segnalerà ad esempio zone scavate di recente da animali, o punti di schiacciamento di erba o suolo ecc ecc perchè li riterrà indizi utili associati duranti gli esercizi effettuati al mimite di soglia addestrativo, non riceverà la nostra approvazione e premio.

Tale nostro comportamento gli farà associare che al massimo dovrà effettuare un controllo olfattivo e solo se è presente l'aroma del tuber segnalare per poi ricevere il premio dal suo Capo Branco.

Non dimentichiamoci che un cane che fa controlli meticolosi su tracce alla ricerca del tuber è un eccellente cane!

Torniamo alla questione....tirando le prime conclusioni.

Il problema di false segnalazioni da parte del cane in poste in bianco dal vero, quindi in cerca naturale, per mancanza del tartufo, non devono essere premiate.

Queste ripetizioni in cerca dal vero indurrano il cane a non segnalare, dopo un attento controllo olfattivo, le poste di addestramento, finte o con aromi di tuber nettamente inferiori al suo sensibile olfatto.

Potrebbe nascere il dubbio in una segnalazione in tartufaia di un punto ove non troviamo il tartufo, perchè piccolo o perchè lo perdiamo tra la terra!

Cosa fare?

Premiare o non premiare il cane?

Per quanto mi riguarda, consocendo i miei cani, credo che anche voi possiate farlo, dovete leggere il suo atteggiamento e sguardo.

Se un mio cane ha sentito un tartufo e lo ha segnalato, io lo capisco in men che non si dica e anche se non lo trovo perchè piccolo o per altri motivi, lo premio lo stesso.

Logicamente si procede, anche per la particolare situazione in atto, con una approvazione lieve e un piccolo premio, al contrario di quando il tartufo lo rinveniamo e glielo facciamo annusare, come di rito.

Concludendo, la variabilità dei fondi di addestramento, degli oli di base, la limitazione per quanto possibile di tracce olfattive di fondo dovute alla variabilità per lo sciacciamento o movimento terra per conpressione, le particelle pesanti emesse da nostro corpo e indumenti che formano una vera e propria pista per in naso del nostro fido devono essere escluse per associazione dal cane durante le escursioni e i ritrovamenti dal vero.

Colgo l'occasione per rinnovare una modo operativo di cerca che pochi utilizzano:

Di solito quando si individua una tartufaia, estratti i primi tartufi, tendiamo ( abituando anche il cane) al raggiugere la successiva cava per continuare il giro di raccolta.

Evitate di andare veloci, provate a fermavi sul pianello, fate lavorare il cane con calma, vedrete che dopo aver segnlato i tartufi più facili perchè più profumati o superficiali, si adeguerà olfattivamente, tarandosi al fondo del momento, rallentando la sua velocità di cerca e aumentando la concentrazione olfattiva.

Ne stanerà molti altri, fino ad arrivare a segnalare quelli di soglia.

Altro consiglio che posso dare è che nei prii ritrovamenti, parlo dei tartufi facili, evitare di smuovere il terreno alla ricerca di altri vicini, più toccate più alzate un "polverone" olfattivo che sarà dannevole per la taratura di fondo del cane per la cerca di altri tartufi più difficili per lui, sia pe la profondità che per profumazione.

In pratica, io spesso mi metto in ginocchio sul pianello, intervengo in punta di piedi per premiarlo, rimettenodmi in gionocchio vicino a lui per poi invitarlo alla cerca con un gesto, in attesa di intervenire di nuovo in punta di piedi e così via!

Il cane batterà tutto il pianello con una concentrazione e velocità olfattiva sempre più idonea per scovare i tuber più difficili.

Al termine sarà lui che vi guarderà facendovi capire che non sente più nulla!

Sarete voi quindi a dirigervi verso il prossimo pianello e non lui!

Se avete due cani idem!

Se uno di questi per competizione, dopo i primi tartufi tenderà a raggiugere autonomamente il successivo pianello, richiamatelo a voi facendolo insistere ove avete appena cavato, in caso contrario, oltre ad evitare qeusta cattiva abitudine non lascierete molti tartufi a chi vi seguirà e nel contempo i cani lavoreranno dai tartufi facili fino al loro limite di soglia, diventando sempre più sensibili alle più piccole emanazioni profumate che provengono dal terreno.

Cani che cercano veloci, briosi, seppur è un piacere vederli, lasciano molti tartufi....

Ricordate di non smuovere foglie, terreno rami e quanto altro nella fase di concentazione del cane per non variare la taratura di fondo che questi gradualmente stabilisce al fine di percepire anche una sola particella volatile propria del tuber.

Di fatto percepirne una sola tra milioni appena rese volatili per il nostro fare sul pianello, dal camminare allo smunovere, toccare, sdradicare, scavare, è più difficile per lui, anche se ha la capacità di selezionarle olfattivamente.

Un ambiente (fondo) stabile darà maggiori probabilità al cane di intercettare le componenti aromatiche proprie del tartufo che in tornado di particelle resisi volatili per colpa nostra.

Sono certo che ben presto avrete dei riscontri su quanto ho appena scritto, ben vengano altre riflessioni ed esperienze.

A presto, Mau