Olfatto del cane, alcune considerazioni in base al nuovo metodo d'addestramento

09 maggio, 2013


Ciao Maurizio, sperimentando il nuovo metodo di addestramento ho notato alcuni aspetti relativi all’olfatto del cane sui quali mi piacerebbe un confronto sia con te, sia con gli altri nos, magari anche con l’apporto di vetvin.

La domanda che mi sono posto è se l’olfatto del cane sia più simile ad un’abilità fisica oppure ad un’abilità cognitiva.

Mi spiego meglio.

Per abilità fisica intendo un aspetto che si migliora con l’esercizio, penso ad esempio ad un maratoneta che più si allena, più può abbassare la propria soglia di resistenza allo sforzo.

Per abilità cognitiva intendo un aspetto legato alle capacità concettuali, come ad esempio imparare una lingua straniera.

La differenza non è da poco, in quanto in base al tipo di abilità che si vuole ottenere si deve impostare un allenamento differente, perlopiù fisico nel primo caso, perlopiù cognitivo nel secondo.

Data questa premessa, veniamo all’addestramento del cane.

Dopo alcuni mesi di stop, ho ripreso l’addestramento con l’acqua allo scorzone.

In precedenza ero arrivato ad una buona diluizione del prodotto, con un significativo abbassamento della soglia olfattiva.

Nel riprendere dopo mesi l’addestramento immaginavo che avrei dovuto, non dico ripartire da capo, ma comunque fare dei passi indietro per togliere la ruggine al cane.

Tuttavia con mia grande sorpresa ho notato che il cane era rimasto grossomodo ai livelli di fine addestramento, con una soglia olfattiva ancora molto bassa.

Questo fatto mi ha molto stupito, in quanto avevo sempre considerato (forse troppo superficialmente) l’olfatto del cane come un’abilità soprattutto fisica, ovvero più lo alleno, più migliora.

In realtà da quanto osservato, mi sembra di poter dire che è più un’abilità cognitiva legata alla capacità di decifrare le particelle odorose, che una volta imparata (e abbassata), non regredisce se non di poco.

Perché a mio avviso questi elementi sono importanti?

Perché in base al tipo di olfatto consegue un addestramento diverso, forse non tanto nella sua impostazione generale, ma nelle sfumature (e sappiamo che a certi livelli sono proprio le sfumature a fare la differenza).

Se infatti l’olfatto deriva da capacità fisiche si dovrà puntare su un addestramento costante e ripetuto.

Se invece deriva da capacità cognitive, la costanza non è detto sia la caratteristica più importante.

Probabilmente altri saranno i fattori da tenere in considerazione, come la varietà di odori del rumore di fondo del suolo, la creazione di situazioni olfattivamente complesse, che aiuteranno il cane a risolvere i problemi (tornando al paragone con la lingua straniera, aumentando il vocabolario a disposizione).

È chiaro infine che essendo la ricerca del tartufo un’attività fisica, un cane allenato e con resistenza cercherà meglio e con più concentrazione, ma questi aspetti riguardano più la forma complessiva del cane e non tanto il suo olfatto.

Detto questo volevo sapere se anche nelle vostre esperienze avevate riscontrato gli stessi aspetti, oppure se si tratta solo di una caratteristica individuale del mio cane?

A presto

NOS xxxxx


RISPOSTA

Ciao, vetvin avrà modo di leggere e intervenire, osservazioni con fondamento scientifico e anche personale, visto che è anche un tartufaio saranno un prezioso valore aggiunto nella trattazione di questo argomento.

Di seguito di dico la mia....in base alla mia esperienza.

Faccio una premessa, sono ultra felice di aver letto questo tuo intervento perchè ultimamente non sentendomi più stimolato dai lettori avevo tirato un po i remi in barca.

La maggior parte sono a livelli di base o si accontentano di ciò che il caso, il destino e la loro esperienza e natura da, parlo non solo in tartufi ma anche per una mancata crescita culturale e/o professionale personale in questa passione/lavoro.

In pratica pochi riescono a vedere o non interessa farlo "oltre".

Proprio qualche giorno fa scrissi in una news in risposta alle consetudiniarie domande di "come sarà la stagione di raccolta?" o ad indicazioni che questa è in ritardo, che avrei girato un filmatino appositamente per dare riscontri alla mia risposta.

Infatti sono uscito a tartufi e ho girato delle scene al fine di far vedere la differenza tra un cane ed altri.

Il fine era quello di far capire che vedendo le scene, tali indicazioni sulla produttività di una determinata zona e di conseguenza anche sull' andamento di previsione della stagione sono del tutto, non solo personali, ma anche aleatorie.

In base alla mia modesta esperienza posso dire con cognizione di causa che:

Ogni zona è a se come produzione o precocità, a prescindere dall'esposizione e dalla altitudine, viste le variabili che influenzano la formazione e la maturazione dei carpofori, alcune di queste ancora sconosciute!;

A parità di zona però i risultati in tartufi, come quantità e raccolta dipendono moltissimo dall'esperienza del branco;

L'esperienza del branco non è solo conseguenza delle ripetute uscite ma anche dalle capacità cognitive e di applicazione del tartufaio, dell'addestratore, del cane, comprese quelle olfattive e di cerca ( passione, meticolosità, sensibilità olfattiva, dedizione al lavoro).

Il filmato era mirato a far capire che in una stessa zona, da molti dichiarata nulla o tardiva, un altro branco invece la può ritenere ottima, dipende tutto dall'esperienza dei due branchi.

Questo a significare che la differenza sta in noi e quindi le affermazioni sulla previsione stagionale o ritardi su una stessa zona di raccolta è esclusivamente un fatto personale.


Non ho pubblicato il filmatino perchè pochi sono a livelli tali da comprenderlo o non gli interessa saperlo perchè si accontentano di quello che riescono a fare con il loro branco.

Non ne faccio un discorso materiale in tartufi ma sono convinto che le soddisfazioni sono anche quelle di riuscire a tirare fuori non solo i tartufi ma sempre maggiori potenzialità in noi stessi per la ricerca e l'addestramento dei cani, nonchè per le capacità fisico/psichiche nei nostri fido che hanno ma che dobbiamo tirare fuori.

Di fatto, non avendo stimoli, stare a tagliare e montare un filmatino, corredarlo di commenti ci vuole più di una giornata di lavoro al computer.

Consapevole che molti non sono al livello tale da comprenderlo e ai restanti non interessa, avevo deciso di lasciare stare.


Leggere questa tua mi ha dato invece una motivazione tale da rivedere la mia decisione sul video didattico che volevo pubblicare.

Appena avrò un attimo lo preparerò, augurandomi che sia utile non solo a te ma anche ad altri che riescono o vogliono vedere "oltre".

Continuo rispondendo alle tue osservazioni.

Io sono fermamente convinto, sempre in base alla mia esperienza personale, che le capacità fisiche ( comprese quelle olfattive) e quelle comportamentali quindi psichiche (motivando il cane), sono miglorabili nei nostri fido.

Ogni cane ha le sue, conseguenza di genetica ma anche di stimoli nella sua vita ( esperienze).

Le esperienze aumentano la loro capacità risolutiva, quella che molti umani confondo con "intelligenza" nei fido.

Le esperienze possiamo, con opportuno addestramento/allenamento e cerca dal vero, con ripetizioni costanti e per tutta la vita del cane, migliorarle.

Quindi ogni cane ha una base che potrà essere migliorata dal proprio conduttore/capo branco, fino ad un livello massimo indefinibile, perchè questo dipende sia da limiti "concettuali e fisici del soggetto nonchè dalle conoscenze, capacità di applicazione e tempo dedicato all'allenamento/addestramento e ricerca dal vero del conduttore.

Mi metterò al lavoro per pubblicare il filmatino che da molti sarà deriso o criticato perchè si aspetteranno di vedere scene di ritrovamenti veloci e di grandi pezzature, come di solito accade nei mesi di maggiore maturazione dei tuber aestivum.

Come già detto in altre occasioni, quando i tartufi ci sono e sono maturi, tutti li trovano!

Ora, se leggi gli aggiornamenti dei ritrovamenti nos, i tuber rinvenuti si contano sulle dita di una sola mano per lacuni, di kili per altri, nella medesima zona e tartufaie!

Ho fatto delle prove con diversi nos che ho invitato nella zona di cui al filmato, alcunei di questi, pur avendo cani di 4/5 anni, quindi esperti per lo scorzone, pur affincandomi negli stessi pianelli, non hanno trovato nemmeno un tuber, mentre i miei cani ne facevano due chili.

Solo dopo 4/5 uscite i loro cani rallentavano ed iniziavano a battere le cave con meticolisità e pian piano sono riusciti gradatamente a segnalare tartufi in numero sempre crescente.

I cani di quei nos ora sono quelli che in questo periodo cavano!

Ricordo inoltre che, quando ci siamo incontrati per il raduno nazionale qui avejano, con uscita a squadre in ambiente naturale, trovarono tartufi solo i conduttori che avevano i miei cani che avevo ceduto, come tom tom, il figlio ecc ecc.

Altri, che inizialmente si sbrodolavano, con cani di una certa età e super esperti, anche per il pico, nonostante li avvisai che i tartufi di maggio non sono facili per la mancata maturazione, sono tornati a tasche vuote!

Questo a significare che la soglia olfattiva e il modo di cerca indotto o insegnato al cane, spesso fa la differenza!

Differenza non solo in tartufi ma anche in soddisfazione per il rapporto che si è riusciti a instaurare con il nostro amico di avventura e vita.

Dal filmato nota che Fiona, bracco pointer, di solito con cerca larga e velocità da tornado, usata come perlustratrice, è indotta, per la difficoltà per i ritrovamenti, a rallentare e stringere il raggio di azione, battendo anche essa i pianelli molto lentamente per fare controlli di ricerca.

Le ripetizioni la porterebbero a diventare una battitrice, cosa che non desidero perchè le ha già un suo ruolo assegnato.

Ciò sta a significare che per emulazione e con ritezioni, ogni cane, anche se purosangue, può adeguarsi al passo giusto in ogni situazione, come questa di scarsa maturazione e quindi di mancata profumazione dei target.

A giugno/luglio, quando i tartufi saranno maturi, i cani prenderanno i più facili, poi si concentreranno sui pianelli e ne caveranno altri!

Lasciare lavorare i cani per diverso tempo sullo stesso pianello non solo darà più tartufi, al contrario di chi cammina veloce perchè ha il tarlo che qualche collega gli può passare avanti, ma otterrà anche una concentrazione di cerca e una maggiore sensibilità olfattiva nei propri fido.

Non dimentichiamoci che il fido in fase di cerca sul pianello "tara" il suo olfatto in base la "rumore" di fondo, le più piccole variazioni attirano la sua attenzione.

Toccare con le mani o scavare provochiamo i lui un "inquinamento" e deconcentrazione.

Nel filmato, anche se non si nota perchè la video camera mi è andata fuori campo, a volte sono seduto con la schiena poggiata ad un tronco di un albero.

Questo per dirvi che la staticità sul posto crea meno inquinamento per i cani battitori e inducono gli stessi a controllare il pianello fino a quando non ci allontaneremo.

Se camminiamo.....non ci sarà concentrazione, ne circospezione da parte di questi, segnaleranno i tartufi più facili ( quelli superficiali o intaccati da insetti e quidi con parti in marcescenza) e poi via, dietro i nostri piedi o al prossimo pianello!

Fermarsi significa fargli trovare i più facili, rifare la taratura, e controllare la più piccola fonte odorosa utile per ogni buon fine.

Il cane che fa controlli ripetuti, con cognizione di causa, è un ottimo cane perchè dimostra concentrazione, costanza, dedizione, passione e.....così facendo, sarà portato ad una sensibilità olfattiva sempre migliore.

Questo è il mio pensiero.


Mau