Pescare.....altra passione di molti tartufai

22 giugno, 2013


Mau, id 1, trovatartufi.com

Ciao a tutti, questa news è diretta a nos xxxx e a tutti coloro che sono appassionati di pesca, sia in mare che in acqua dolce.

Ieri, parlando di pesca con nos xxxx, l'argomento è arrivato alla traina, con l'occasione mi ha dato un accessorio porta esche artificiali da collegare alla lenza.

Conoscevo già questo attrezzo, lo avevo visto su you tube, ma non ero mai riuscito a reperirlo.
Siccome viene usato con successo, ma non è tutto oro quello che luccica....essendo un osservatore ed avendo anche la passione per la pesca, ho iniziato ad analizzare il tutto.

L'attrezzo porta esche si chiama UMBRELLA RIG se lo digitate su you tube avrete modo di vedere diversi filmati.

Molti di questi sono stati pubblicati dalle case costruttrici per pubblicizzarli, altri da privati o da persone che lavorano per indicizzare gli accessori da pesca.

Quindi i filmati sono il resoconto di prove e test forse di giorni o mesi, catture comprese.

A prescindere da tutto ciò l' idea di tale accessorio è buona.

Di fatto, andando a pesca con il rezzaglio o con le canne, quando non si osservano branchetti di pesci piccoli, specialmente al mare, significa che sono intanati perché ci sono predatori in giro, come pesci serra, spigole ecc ecc.

Idem nei laghi, boccaloni, lucci...

D' altro canto i predatori, lo vediamo sui documentari, ma anche se osserviamo il pelo dell'acqua, si fiondano sulle "mangianze" , cioè branchi di pesci più piccoli.

Quando si notano pesci saltare ripetutamente fuori dal pelo dell' acqua c'è sotto un predatore che se li voleva divorare.

Passiamo all'azione di pesca:

Pescare con un solo pesce finto, che sia di silicone, oppure un ondulante o un rapala o cucchiaino, le probabilità di cattura sono di certo inferiori qualora si usano più esche simultaneamente.

Io, grazie ad un nos, che mi ha insegnato l'arte del barchino divergente ( traina dieci o più pescetti esca finti) ho notato questa differenza.

Quindi l' accessorio di cui stiamo parlando, che può essere non solo trainato con la barca o con la canoa :) ma anche lanciato con la canna, da molte probabilità di catture, vuoi per il numero congruo di esche che stimolano la frenesia alimentare dei predatori, sia per il fatto che solitamente in natura i pesci piccoli vanno in branco proprio per costituire forme variabili per spaventare i predatori in caso di attacco.

Fino a qui tutto fila liscio ma non è così semplice pescare anche perché sennò tutti riuscivano a fare incetta di catture!

Analizziamo le problematiche....

Il pesce che con tale accessorio sembra essere più attratto è il BLACK BASS, molto sportivo, vorace, attacca di solito tutto ciò che si muove, una volta allamato fa salti fuori dall'acqua strepitosi, è combattivo fino alla fine.

Poi c'è il luccio, e altri predatori, sia di acqua dolce che di mare.

I predatori, in frenesia alimentare, con attacchi repentini e veloci, non fanno molto caso allo spessore dei fili o moschettoni girelle ecc ecc, attaccano e basta, come dei squali!

Il nos va in acqua dolce e fa la traina con la barca.

Il problema da risolvere è:

Che tipo di pesci finti o esche artificiali utilizzare?

Di che colore e forma?

A che profondità si devono mantenere le esche?

Devono avere un assetto negativo, neutro o positivo?

Se negativo e il fondo del lago è roccioso sono guai perché si perde l'accessorio e tutti gli artificiali!

Se positivo rimarrebbero a galla!

Neutro sarebbe l' ottimale ma in base alla velocità della barca, alla lunghezza della lenza e alla inclinazione del filo, l'assetto sarà variabile, con rischio che arrivino sul fondo o galleggino!

Per aumentare le probabilità di fare catture con questo accessorio bisogna prima dare risposte consone a quanto sopra espresso, poi si passerà alla prova sul campo.

In caso contrario ci sarà il rischio di ingrovigliamento, di incastro sul fondo o con le alghe, con notevole perdita di tempo, di attrezzatura ( con quello che costa!!!) e minore spazio di caccia perlustrato.

Ridurre al minimo le problematiche è l'ingrediente giusto per aumentare le probabilità di cattura.

Per dare soluzione, anche se parziale, a tutto ciò, bisogna aguzzare l'ingengno e adoperarsi per ogni buon fine.

Nel pomeriggio ho testato l'accessorio collegando allo stesso, in ambiente non pescoso (un fontanile) , una miriade di pescetti al silicone, artificiali in metallo, rapala ecc ecc.

Questo per osservare il comportamento degli artificiali al lavoro e il oro assetto, non solo nuotatorio ma anche di galleggiabilità.

Ho volutamente ripreso le varie prove con la videocamera subacquea e dalla visione dei vari filmati di test ho appurato cosa è preferibile fare per far lavorare al meglio l'accessorio di cui stiamo parlando.

Questo per scartare gli artificiali che non hanno movenze consone, oppure perché necessita di velocità alte o basse, o pesano troppo, il tutto in base alla nostra azione di pesca, se in traina con la barca o per la canoa, oppure lanciando e recuperando con la canna.

Innanzi tutti gli artificiali devono avere la stessa forma perché in natura i branchi fanno parte di una stessa specie!

Quindi tutti artificiali bianchi, o rossi, o verdi, o altri colori!

Altra cosa che ho osservato è che l'accessorio ha all'apice un troncone artificiale che riproduce l' effige di una testa di pesce con relativi occhi.

Se si posizionano erroneamente esche di pesi diversi sulle cinque aste braccioli, il capo dell'accessorio potrebbe navigare capovolto o di traverso, cosa del tutto innaturale.

Questo si noterà sul filmato che pubblicherò in fondo alla pagina.

D'altro canto si potrebbero mettere pesci artificiali di uguale forma, colore, e dimensione, in tal caso sembrerebbe un branco della stessa specie ma la testa dell'accessorio seguirà la legge del caos perché ugual peso e dimensioni non porrà la testa diritta ed equilibrata.

Anche questo è emerso dal filmato subacqueo.

La soluzione sta quindi nell 'inserire gli artificiali con più peso in determinati braccioli del rig in modo che la testa riprodotta nel porta esche navighi diritta in modo più naturale possibile.

Quindi, a mio modesto parere, vanno inseriti artificiali appartenenti alla stessa specie, quindi dello stesso colore e forma ma di dimensioni diverse per dare naturale navigabilità alla testa dell' accessorio.

Peraltro, dimensioni diverse in un branco di pesci sono visibilissime, ci sono soggetti anziani, meno anziani, adulti, piccoli!

E' proprio in questa differenza che il predatore tenterà l'attacco perché sa per esperienza che il più debole e/o il meno veloce sarà nelle sue fauci in men che non si dica! :)

Il colore e la forma del branco di artificiali dovrà essere provata sul luogo di pesca.

La forma dovrà essere, per quanto possibile, simile a pesci facenti parte dell'alimentazione quotidiana del predatore e il colore deve essere tale da attirare l'attenzione, non solo predatoria ma in base al cielo che si ha in quel momento.

Se ad esempio il cielo sarà nuvoloso e/o si pesca sotto delle chiome dei alberi, canneti ecc ecc, immaginando che il predatore è solitamente sul fondo pronto all'attacco, avrà come visuale il cielo.

Quindi ai suoi occhi, un artificiale di colore simile al cielo non attirerò la sua ttenzione, sarebbe come fare un puntino nero su una lavagna nera.

In tal caso un artificiale chiaro sarà preferibile!

Al contrario, se il cielo è sereno, azzurro chiaro, artificiali scuri risalteranno meglio ai suoi occhi!

Il colore dipenderà anche dalla trasparenza delle acque, nonché dalla profondità in cui l'artificiale lavora e dalla distanza dalla potenziale "tana" o posizione di agguato del predatore.

Nel filmato ho inserito immagini di branchi di pesci sotto il pelo dell' acqua, sia in acque basse che in acque altre, a breve e media distanza dalla videocamera, da questo si potrà notare la differenza di dimensioni dei vari soggetti che compongono il branco, il fatto che sono tutti della stessa specie, la trasparenza dell'acqua, lo sfondo del cielo.

Altra cosa che ritengo importante, in particolare nei laghi del centro, il fondale di solito è sassoso e la presenza di alghe cospicua.

Se gli artificiali arrivano sul fondo si incastreranno o le alghe li renderanno inattivi nel loro colore e movimento attirante, ingarbugliandosi sugli ami o sugli ancorotti.

Dal filmato sono visibili sia fondi rocciosi che erbosi.

Dalle prove dell'accessorio e dei vari artificiali, tutti sono risultati con assetto negativo, pertanto se ci si ferma nell'azione di traina o di recupero, questi vanno sul fondo.

Con la traina mediante barca o con la canna, basterebbe non fermarsi e recuperare la lenza, mentre se ci si ferma....si rischia di perdere tutto.

In particolare per me che con la canoa spesso smesso di vogare, ma anche nel cambiare direzione rischierei di mandare a fondo gli artificiali.

Nell' ultima prova di cui al filmato ho trovato la soluzione, mettendo degli artificiali con assetto positivo se fermi, ma affondanti se in movimento, sono quelli con la paletta sotto il muso.

Se non traini con la barca o non recuperi con la canna se hai lanciato da riva, oppure ci ferma o cambia direzione con la canoa, l'accessorio e i cinque artificiali vengono a galla.

Appena si recupera o ci si muove questi vanno perso il fondo.

Alternando il recupero a momenti di pausa o variazioni di velocità si riuscirà a mandare gli artificiali alla profondità voluta con alzi e bassi del branco che attirerà di certo l'attenzione di eventuali predatori che si troveranno nel campo visivo.

Ho costatato che si possono mettere uno o due o + affondanti e il resto pesci in silicone, cucchiaini, rapala, vermoni ecc ecc.

Il tutto sta nel provare se gli affondanti riescono ad essere positivi nella galleggiabilità con il peso delle altre esche, prova che si effettua in pochi attimi prima di iniziare l'azione di pesca.

Il filmato che segue darà modo di capire molte cose e prendere delle decisioni sul da farsi, logicamente non va solo visto ma...... bisogna saperlo guardare! ;)

Consiglio di vederlo a schermo intero, buona visione.









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